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ANNO 2012 DEDICATO ALLE FAMIGLIE
"L'educazione dei figli è impresa per adulti disposti ad una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l'affetto necessario.
Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri.
Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.
Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro; siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani con slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.
Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.
Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è insopportabile una vita vissuta per niente.
Più dei vostri consigli li aiuterà la stima che hanno di voi e la stima che voi avete di loro; più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l'arte, la forza anche di sorridere.
E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato: e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.
I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene".
S. Ambrogio - Vescovo di Milano - IV° secolo dopo Cristo
Tratto da:"Sette dialoghi con Ambrogio, Vescovo di Milano" (Centro Ambrosiano, 1996) |
1) Trattami con la stessa cordialità con cui tratti i tuoi amici. L’essere familiari non vuol dire che non possiamo essere amici.
2) Non darmi sempre ordini. Se mi chiedessi di fare una cosa invece di ordinarmela io la farei prima e volentieri.
3) Non cambiare facilmente di opinione su ciò che devo fare. Mantieni le tue decisioni.
4) Non mi dare tutto ciò che chiedo. A volte chiedo per vedere fino a che punto puoi arrivare.
5) Compi le promesse, sia che per me siano favorevoli sia se ci rimetta. Se mi hai promesso un permesso, dammelo. Se mi hai promesso un castigo, pure.
6) Non mi paragonare con nessuno, specialmente con i miei fratelli o sorelle. Se mi innalzi l’altro soffre, se mi abbassi, chi soffre sono io.
7) Non correggermi in pubblico. Non è necessario che gli altri sappiano.
8. Non sgridarmi. Ti rispetto di meno quando lo fai.
9) Lascia che me la cavi da solo. Se tu mi sostieni in tutto, non imparerò mai.
10) Non mentire davanti a me. E non chiedermi mai di mentire per cavartela a buon partito davanti ad altri.
11) Quando sbaglio o faccio qualcosa di negativo, non obbligarmi a spiegarti perché l’ho fatto. A volte non lo so neppure io.
12) Quando sbagli in qualcosa, ammettilo e crescerà la mia stima per te, e anch’io imparerò ad ammettere i miei errori.
13) Non chiedermi di fare una cosa che tu non fai. Imparerò e farò sempre quello che tu fai, anche se non me lo dici.
14) Quando ti racconto un problema non dirmi: «Adesso non ho tempo per le tue sciocchezze» o «Tutto ciò non ha importanza». Cerca di capirmi e di aiutarmi.
15) Amami e dimmelo. Mi piace sentirmelo dire, anche se tu non lo credi necessario. Mi rallegra molto.
U.Borghello, Liberi dal sarcasmo, p.53
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2011
IN OCCASIONE del 300° ANNIVERSARIO del VOTO COMUNE (1711- 2011) E’ STATA FONDATA
L’ASSOCIAZIONE “CUSTODI della PIEVE”(STATUTO) .
La QUOTA ANNUALE per ADERIRE all’ASSOCIAZIONE è di €.25,00.
Ci si iscrive attraverso la scheda di adesione.
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Karol Wojtyla sarà beatificato a Roma il 1° maggio 2011. Il via libera è arrivato con il decreto firmato da Benedetto XVI che riconosce il miracolo attribuito a Giovanni Paolo II. Lo ha annunciato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi.
"COINCIDENZA LITURGICA" - La beatificazione si tratta nella Domenica in Albis, cioè la prima successiva alla Pasqua, nella quale lo stesso Karol Wojtyla ha istituito la Festa della Divina Misericordia. E nel 2005, il 2 maggio, la morte del Papa avvenne alla vigilia di tale festa, anzi quando era liturgicamente iniziata con i primi vespri. "E' importante notare che il motivo della scelta", ha spiegato Lombardi, "è legato a questa coincidenza liturgica".
IL MIRACOLO - Joseph Ratzinger ha riconosciuto a Wojtyla un miracolo di intercessione, che consiste nella guarigione di una suora francese dal morbo di Parkinson. Il riconoscimento del miracolo era l'ultimo passo necessario per la beatificazione. Per la santificazione del pontefice sarebbe necessario il riconosimento di un secondo miracolo.
"CORSIA PREFERENZIALE" - "La beatificazione di Papa Wojtyla ad appena sei anni dalla morte", ha continuato Lombardi, "è stata resa possibile da una corsia preferenziale voluta da Benedetto XVI, che aveva anche dispensato dall’attesa dei cinque anni per avviare il processo. Ma nessuno sconto è stato fatto nelle procedure e negli accertamenti durante il processo canonico, che anzi è stato particolarmente scrupoloso".
DEROGA - La beatificazione di Karol Wojtyla avverrà dopo sei anni dalla morte, il 2 aprile del 2005. Benedetto XVI infatti ha agito in deroga alle norme canoniche che prevedono che si aspetti cinque anni dalla morte per aprire il processo canonico per la beatificazione. Il 13 maggio 2005, poco dopo la sua nomina a Pontefice, invece Ratzinger, nella cattedrale di San Giovanni, davanti al clero romano, annunciò di voler immediatamente aprire la causa canonica per Giovanni Paolo II. Fu proprio lo stesso Wojtyla a derogare per la prima volta a questa norma, con l'avvio immediato del processo per madre Teresa di Calcutta, morta nel 1997 e beatificata sei anni dopo.
TOMBA - A San Pietro sono già cominciati i lavori per realizzare la tomba che ospiterà il corpo del papa polacco una volta diventato beato. La tomba sarà incastonata in uno degli altari, e dopo il vaglio di diversi progetti, Ratzinger ha approvato quello che prevede che le spoglie di Giovanni Paolo II vengano traslate dalle Grotte Vaticane alla cappella di San Sebastiano, collocata alla destra della navata centrale di San Pietro, tra la Pietà di Michelangelo e la Cappella del Santissimo Sacramento.
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XXV Congresso Eucaristico Nazionale 2011 ad Ancona
Il vescovo Edoardo Menichelli ha annunciato che il prossimo Congresso Eucaristico Nazionale del 2011 sarà ad Ancona!
dal 4 all' 11 settembre
Come l'ultimo congresso celebrato a Bari nel 2005, anche quello di Ancona del 2011 coinvolgerà, sia nella fase preparatoria che nella fase celebrativa, le 226 Diocesi e le 25.000 Parrocchie italiane e vedrà la partecipazione del Papa.
Comunicato:
“È con grandissima gioia che i Vescovi delle Diocesi marchigiane annunciano che la Conferenza Episcopale Italiana ha scelto Ancona come luogo delle celebrazioni del XXV Congresso Eucaristico Nazionale dal 4 al 11 settembre del 2011. – Inizia così la lettera che domenica prossima, 25 giugno, festa del Corpus Domini, verrà distribuita e letta in tutte le chiese delle Marche. - L'Arcidiocesi di Ancona-Osimo e le Diocesi della Metropolia, Fabriano, Jesi, Loreto, Senigallia, insieme a tutte le altre Diocesi marchigiane, accolgono la decisione della CEI come un grande dono che il Signore ha voluto fare alla nostra terra. Ecco perché questa notizia risuona come "buon annuncio" in tutte le Chiese della regione in questa Solennità del Corpus Domini. Nella continuità dei Congressi Eucaristici, illuminati dalla Esortazione Apostolica "Sacramentum Caritatis" del Santo Padre Benedetto XVI, alziamo il nostro sguardo e i nostri cuori a Gesù, il Pane vivo disceso dal cielo. Come discepoli di Cristo proclameremo con Pietro: "Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Gv. 6, 68). Come Chiesa di Cristo daremo voce alla domanda di salvezza presente negli uomini del nostro tempo e li inviteremo a porsi in ascolto di Lui, Parola di vita eterna. In questa domanda e in questa risposta è racchiusa la professione di fede della Chiesa dinnanzi alla rivelazione del dono per eccellenza che Gesù lascia ai suoi per sempre: il dono pasquale della “ Sua Carne da mangiare"(Gv.6,52) il dono dell 'Eucaristia! Questo dono, accolto con fervida fede e celebrato con cura nelle nostre assemblee eucaristiche, chiede di essere vissuto. L'Eucaristia è Mistero da vivere, ricorda il Papa nella Esortazione "Sacramentum Caritatis"”.
400.000 esemplari sono stati distribuiti a tutte le Parrocchie delle 13 diocesi marchigiane con una lettera di accompagno dell’ Arcivescovo di Ancona sua ecc. mons. Edoardo Menichelli. Nell’importante documento che rappresenta l’avvio delle preparazioni al grande avvenimento, tra l’altro si dice: “Il prossimo Congresso Eucaristico Nazionale sarà come "una sosta d'impegno e di preghiera" nel cammino della Chiesa italiana: per manifestare pubblicamente questa adesione di fede al Suo Signore, per attingere dal Mistero Eucaristico nuova luce e nuova energia, per realizzare così con sapienza e amore la sua missione in mezzo agli uomini e alle donne del nostro tempo, in ascolto delle domande di bene, di giustizia e di pace che emergono nella società e nella cultura contemporanea.Attraverso il cammino di preparazione verso il Congresso Eucaristico le nostre Chiese, con l'intercessione della Vergine Lauretana e dei Santi Patroni, potranno rafforzare ancor più la loro comunione per offrire con gioia e semplicità una vera e propria “sosta eucaristica”, capace di accogliere nel settembre del 2011 i pellegrini provenienti dalle altre Chiese italiane insieme ai loro Pastori, e come speriamo, il Santo Padre”.
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